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Questo testo è stato letto al convegno “Denuncia. Speaking up in modern Italy”, tenutosi alla casa italiana Zerilli-Marimò, presso la New York University, nel marzo del 2009.
In omaggio all’articolo di Pasolini che è il punto di partenza di questo convegno, oltre che per ragioni di brevità, concentrerò il mio discorso sulle attività collegate alla memoria delle stragi. Premetto però che tali attività si svolgono in organico collegamento a iniziative incentrate sulle vicende del terrorismo di sinistra e le sue vittime. Un’impostazione analoga, vorrei aggiungere, può essere valida anche per vittime delle mafie. Read more…
Solange Chavel Criticism
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Arriva un’età in cui anche gli spiriti più disinteressati, quando prendono l’aereo, cominciano a fare attenzione alla classe in cui viaggiano, e se non viaggiano in prima classe o in business fanno attenzione, una rancorosa attenzione, a quelli che viaggiano in prima classe o in business. Perché l’età cambia tutte le cose, e le comodità e i simboli di cui ridevamo a vent’anni diventano delle necessità a trenta – a trenta non servono sforzi per capire i Temptations: «Time passes… / And your values change. / Life becomes a strange, confusing game. / Suddenly you want the finest things in life…». E perché in treno la differenza non è grande, in aereo sì. E se si attraversa l’oceano la differenza è molto grande. Dormire in classe economica è quasi impossibile. Ci si appisola in un cubicolo, con le gambe incastrate nel sedile anteriore, ci si risveglia a pezzi o perché il sangue ha smesso di circolare e il nostro corpo miracolosamente ci avverte a pochi secondi dalla trombosi o perché il vicino di sedile si alza, si siede, si divincola nel sonno. In business si dorme. In prima classe – credo – l’espressione godersi il viaggio diventa vera alla lettera. Read more…
Solange Chavel Text