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I.
VIOLA
di Giovanni Tuzet
Profumo di viole incanta un Oscuro
(G. Trakl)
Viola l’ho conosciuta in un locale messicano a Bologna, uno di quei posti dove si mangiano piatti piccanti e si balla sui tavoli. Ma non aveva niente di messicano. Ricordava quelle figure femminili ritratte, forse è meglio dire sfumate, appena sfumate, nei libri inglesi dell’Ottocento. Era pallida, magra e molto alta. Con i lineamenti appena irregolari. Un vestito di velluto e i capelli neri, lunghi e lisci. Ricordo che i miei amici si erano avvicinati al tavolo delle ragazze, parlavano e scherzavano. Lei no e questo mi aveva immediatamente attratto. Riuscii a strapparle qualche riposta. Poi anch’io facevo il misterioso. Ebbi comunque il numero di telefono e due giorni dopo la chiamai, senza trovarla. Read more…
Solange Chavel Text
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On the shelves of bookstores memoirs have slowly conquered a separate location, one that seems to belong both to fiction and non-fiction, history and narrative, detachment and emotions. My aim is to try to disentangle this confusion by drawing on what is specific of memoirs and their cognitive understanding. Broadly speaking, memoirs are forms of encounter. When I start reading a memoir I am, at first, attempting to learn something about somebody who happens to be both the author and the character. I am, in other words, committing myself to a fictional element –reading a story about a character- without for this reason precluding an interest in an actual story, something that truly happened. But the blend between fiction and non-fiction does not simply stop at the dichotomy between character and author; it involves a reflection on content, on what is said, on how it is said –the narrative structure- and also on what, following from the latter point, is unsaid in memoirs. Read more…
Solange Chavel Criticism
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“Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti.”
DE ANDRÉ, Canzone del maggio
In una recente tavola rotonda svoltasi al termine del festival Torino spiritualità, cui fornivano lo spunto iniziale alcuni stralci dei discorsi elettorali di Obama, ma che ha finito ben presto col vertere sugli scottanti problemi nostrani, Antonio Scurati denunciava la progressiva perdita d’interesse dei giovani per la situazione del paese e per la politica tout court. Read more…
Solange Chavel Criticism
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Questo testo è stato letto al convegno “Denuncia. Speaking up in modern Italy”, tenutosi alla casa italiana Zerilli-Marimò, presso la New York University, nel marzo del 2009.
In omaggio all’articolo di Pasolini che è il punto di partenza di questo convegno, oltre che per ragioni di brevità, concentrerò il mio discorso sulle attività collegate alla memoria delle stragi. Premetto però che tali attività si svolgono in organico collegamento a iniziative incentrate sulle vicende del terrorismo di sinistra e le sue vittime. Un’impostazione analoga, vorrei aggiungere, può essere valida anche per vittime delle mafie. Read more…
Solange Chavel Criticism
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Arriva un’età in cui anche gli spiriti più disinteressati, quando prendono l’aereo, cominciano a fare attenzione alla classe in cui viaggiano, e se non viaggiano in prima classe o in business fanno attenzione, una rancorosa attenzione, a quelli che viaggiano in prima classe o in business. Perché l’età cambia tutte le cose, e le comodità e i simboli di cui ridevamo a vent’anni diventano delle necessità a trenta – a trenta non servono sforzi per capire i Temptations: «Time passes… / And your values change. / Life becomes a strange, confusing game. / Suddenly you want the finest things in life…». E perché in treno la differenza non è grande, in aereo sì. E se si attraversa l’oceano la differenza è molto grande. Dormire in classe economica è quasi impossibile. Ci si appisola in un cubicolo, con le gambe incastrate nel sedile anteriore, ci si risveglia a pezzi o perché il sangue ha smesso di circolare e il nostro corpo miracolosamente ci avverte a pochi secondi dalla trombosi o perché il vicino di sedile si alza, si siede, si divincola nel sonno. In business si dorme. In prima classe – credo – l’espressione godersi il viaggio diventa vera alla lettera. Read more…
Solange Chavel Text
Faces of the crisis. A great series of pictures on the Big Picture shows some scenes from the recession.
Solange Chavel Uncategorized
These are a selection of photos from a work in progress I call “Under the Bridge.” I undertook this project to bring into view the “invisible people” in Chicago whom we so often pretend not to see as they stand at highway off-ramps, holding a cup and a cardboard sign — “Homeless. Need Food. Need Help. God Bless.” Read more…
David Stewart Text
L’articolo, davvero interessante, lo trovate qui.
Raffaello Palumbo Mosca Uncategorized